Noi
crediamo che i problemi di Basiano, come per tutto il territorio
italiano, siano irrisolvibili senza una corretta revisione del rapporto
fra i soggetti della democrazia rappresentativa.
Il
mandato elettorale è squilibrato a favore dei Rappresentanti eletti e
poco tutelante degli interessi dei Rappresentati elettori.
La
perversione contrattuale comporta che il Rappresentante ha più poteri
del Rappresentato, e quindi non ci può essere un corretto rapporto
democratico.
I
partiti, importantissimi soggetti che dovrebbero avere il compito di
intermediazione politica, non sono più strumenti associativi che
permettono l'incontro ed il confronto di idee ma rapprentano solo se
stessi quali centri di potere. Le loro strutture arcaiche male
accettano qualsiasi revisione del loro modo di essere.
Ecco
perchè è utile e doveroso che in un piccolo paese, dove tutti si
conoscono, ognuno faccia un passo indietro ed accetti il confronto con
gli altri, o se la vogliamo dire in termini cattolici: se proprio non
riusciamo ad amare il nostro prossimo che almeno imparassimo a
rispettarlo.
E con questa premessa che elenco quali sono (secondo noi) i veri problemi di Basiano.
1) Dei cinque livelli amministrativi che gravano su ogni cittadino italiano, l'unico che è tangibile è quello comunale.
Interessante
sarebbe che chi ci amministra ci facesse sapere quanto delle spese
effettuate dagli enti amministrativi superiori ricade come beneficio
sul nostro territorio. Per adesso sappiamo solo che l'indice di
autonomia finanziaria di Basiano è tra i più alti del territorio
nazionale.
2)
Basiano fa parte del territorio dell'Alta Martesana, Troppi comuni, con
una estensione territoriale troppo piccola e con una capacità di
incidenza politica sugli enti territoriali superiori bassissima.
Amministrare questi comuni è scimiottare una qualsiasi parvenza
amministrativa seria ed intelligente. Costi amministrativi e gestionali
altissimi, indici di rigidità strutturale altissima e possibilità di
scelte di spese e di investimento diversificate bassissime. Quindi più
che le capacità di scelte politiche su questi paesi prevalgono le
capacità di minima gestione. Gestione che la dirigenza operativa
dell'ente può e credo già espleti normalmente.
3)
I Rappresentanti eletti nel confronto con gli altri poteri comunali
sono troppo deboli ed impreparati, questo fa sì che la determinazione ad
operare con sicurezza si acquisisca dopo troppo tempo. Questo dà ancora
più potere al personale dirigente dell'ente che della continuità
operativa ne fa il punto di forza per il controllo della situazione e
delle scelte. Le Giunte Comunali stante queste condizioni sono diventate
degli Organi oligarchici che nulla hanno a che fare con il concetto di
democrazia. Infatti da strumenti operativi sono diventati Organi
prettamente decisionali declassando i Consigli Comunali a strumenti di
ratifica delle loro intrasparenti decisioni.
4)
L'esposizione dei punti precedenti evidenzia che chiunque attui o
alimenti poltiche di divisioni fra i cittadini su problemi ininfluenti e
marginali, sta facendo il suo interesse personale e non l'interesse di
Basiano e dei basianesi.
Le
forze attive ed intellettivamente sane si dovrebbero unire e
confrontarsi per studiare, progettare ed organizzare sia per l'Ente
comunale sia per i suoi cittadini un futuro migliore sfruttando al
meglio le risorse umane che il nostro piccolo territorio (nel bene e nel
male) ci dà. Ritengo altresì che la stupidità e l'interesse individuale
alimentino il conflitto e che questi allontanino le persone che
dell'intelligenza e della ragione hanno un profondo rispetto.
E'
su questi punti che noi avremmo voluto e vorremmo confrontarci,
indipendentemente da chi la legge 267/2000 darà formalmente il potere
gestionale, gli elementi basilari della Democrazia sono:
la >TRASPARENZA> ONESTA'> FIDUCIA> PARTECIPAZIONE>
se
attivati da tutti noi in un loop convinto questo ci aiuterà ad avviare
una processo di Democrazia Diretta, dove la partecizione dei giovani
sarà la parte qualificante delle scelte politiche di Basiano e non solo
nell'area territoriale di appartenenza ma anche nei comuni a noi
confinanti.
Una
progettualità che ci faccia diventare parte attiva nella piramidalità
dei livelli amministatrivi superiori, oggigiorno, percepiti quali fonti
di corruzione e di antidemocrazia e pertanto odiati e disistimati.
Il nostro slogan dovrebbe essere:
Le
idee per essere realizzate hanno bisogno di un Progetto. Per realizzare
un progetto è necessaria la determinazione e la capacità di lavorare a
progetto. Socialità è la capacità di stare insieme o in una parte
maggioritaria di un insieme. Per realizzare un progetto sociale c'è
bisogno di partecipazione.