L’etimologia della parola è già esplicativa, deriva da: bilanciare.
Per un contabile il bilanciare le spese con i ricavi gli permette di sapere se sta guadagnando o è in perdita, se il conto Profitti e Perdite è redditualmente positivo o negativo e se lo Stato Patrimoniale segnala un arricchimento o un impoverendo. Chi opera, può bilanciare, perché conosce cosa è successo e valutare le decisioni prese, quindi il Bilancio e propedeutico per operare delle scelte future. Per chi legge un bilancio senza conoscere i fatti e senza poter fare confronti sono solo numeri asettici, insignificanti e quindi inutili.
Ci sono tantissimi modi di usare la bilancia, essendo uno strumento di precisione e di misura, possiamo valutare tutto quello che è misurabile, e trarre tutte le deduzioni che vogliamo.
Comunque la si usi, serve a produrre informazioni utili e trasparenti che ci permetteranno di decidere cosa fare.
In un Ente pubblico, il bilancio richiesto per legge e di tipo ragionieristico: Entrate –Spese, confronto fra bilancio preventivo e rendiconto consuntivo. Non dice null’altro, quindi sono solo informazioni utili strutturalmente solo a chi è addetto ai lavori e forse neanche perché comunicati in modo asettico rendono la lettura noiosa e non interessante. Controprova di questo “assioma”: chiedete ad un Consigliere Comunale se ha mai letto un bilancio del proprio comune!
Con quanto premesso vi chiediamo: ma il cittadino come fa a sapere se è stato amministrato bene?
Come fa il cittadino a sapere se il suo Ente sta operando in modo corretto o in modo dispendioso?
Deve fidarsi dell'oste per sapere se il vino non è contraffatto?
Ecco a cosa servono gli indicatori di bilancio.
Più indicatori specifici più chiarezza!
Questi indicatori andranno bilanciati con altri indicatori:
degli anni precedenti, di enti comunali di uguali dimensioni o di comuni limitrofi.
Comunque sia, per capire bisogna: bilanciare, cioè confrontare dati con altri dati analoghi che permettano di vedere i progressi nel tempo o in modo spaziale.
Se l’obiettivo è quello di fare chiarezza ed informare i cittadini il bilancio sarà di tipo comunicativo ed esplicativo, interessante da leggere e di facile comprensione.
Dovrà essere una comunicazione specifica per persone che devono capire pur non avendo tutte le informazioni delle operazioni effettuate.
Compito dell’opposizione verificare che queste informazioni non siano artatamente falsificate per turlupinare i cittadini.
Esempio:
Lo sanno i cittadini quanto è costato l'edificio costruito per il Centro di Aggregazioni Giovani?
Sanno quanto rende ora quell'investimento?
Si possono chiedere se si potevano spendere meglio quelle risorse?
Con quei soldi quanti e quali altri servizi si potevano fare a favore dei giovani?
Chi paga le eventuali scelte sbagliate?
Questo è bilanciare, questo è voler comprendere, questo è poter far politica.
Detto in modo semplice: il compito di chi deve comunicare è rendere facilmente comprensivo un dato, compito di chi legge è essere interessato a capire.
I programmi elettorali non sono altro che dei Budget quinquennali, oltre a “pane e gnocca” per tutti ci dicono quanto dovremo sborsare?
Perché anche le parole costano, e a nostro giudizio dovrebbero essere risparmiate anche quelle.
Domanda finale: nella realtà i bilanci del comune di Basiano e dell’Unione Basiano e Masate rispondono a queste logiche?
I cittadini di Basiano sanno se i loro soldi sono stati o saranno spesi bene?
Sono gli elettori di Basiano, di Masate e dell’Unione in condizione di usare la Bilancia ai fini delle scelte elettorali?
Questo è un compito che PROGETTO BASIANO si propone: rendere trasparente ciò che finora è stato chiaro solo agli addetti ai lavori e non a tutti i cittadini tartassati e per questo personalmente interessati.
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